lunedì , 16 Dicembre 2019
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Il futuro di questo blog

Questa mattina mi sono alzato, sono andato nella posta ed ho trovato un bel alert degli strumenti di webmaster di Google che mi annuncia che il mio blog ha subito qualche problema. Mi collego e lo trovo pieno di "contenuti" non voluti, tutto scompaginato ed alterato. Insomma, ho subito un bell'attacco. Sulle prime mi assale lo sconforto. Poi mi ricordo di avere un backup da qualche parte, e dato che era oltre un anno che non lo aggiornavo, sono riuscito a rimettere tutto in sesto in pochi passaggi. Era praticamente passato un anno dal mio ultimo post. Tristezza. Ho aggiornato la piattaforma, ma purtroppo il tema che usavo non era più mantenuto ed aggiornato. E li mi sono trovato ad un bivio: morte o vita?

Purtroppo non sono mai riuscito ad essere un blogger continuativo. Prevalentemente per ragioni di tempo: lavoro fisso quelle 14 ore al giorno, 8 le dedico a dormire e 2 per le attività scoccianti connesse con l'essere un animale inserito in un contesto sociale "complesso". A volte ti viene la voglia di buttare giù due righe, ma il technical blogging - come  dice il buon Antonio Cangiano - deve essere un'attività contestualizzata e costante. Già. Dici niente. Da quando ho aperto questo spazio sono passati circa 8 anni: di acqua sotto i ponti ne è passata. E tanta. Da 3 anni a questa parte ho praticamente cambiato mestiere: da programmatore di altissimo livello, web oriented e specializzato sulla gestione documentale distribuita, mi sono ritrovato a fare il progettista elettronico, attualmente alle prese con problematiche di "produzione" e attrezzaggio macchinari. Non è che abbia abbandonato la mia vena di programmatore: i miei circuiti devono avere sempre una massiccia dose di "intelligenza" software - o codice o muerte! Per questo motivo tantissimi degli articoli che sedimentavano in questo blog non avevano più alcun senso per me.

Su questa constatazione ho fatto una riflessione. Se oggi faccio "altro" rispetto al mio percorso formativo lo devo in gran parte al web. Senza internet e senza il fatto che ci sono altre persone che condividono la loro esperienza, il mio cambio di vita non sarebbe mai esistito. Fino a 10-15 anni fa, o avevi il culo di entrare in un'azienda di elettronica e fare la gavetta - dopo aver preso una laurea specifica - oppure c'erano le riviste di settore e poco più. A giudicare dai commenti - pubblici e privati - che ricevo a quei 2-3 articoli sul tema elettronica che vivacchiano in questo spazio, la sete di conoscenza è molto diffusa. E la quantità e qualità di notizie di pubblico dominio non è ancora vasta come in altri settori dell'informatica, specie in italiano. Sì. Il filone Arduino ha cambiato il mondo, non c'è che dire. Però ci sono ancora tante domande inevase, e che a volte ricevono delle risposte parziali in giro. Del tipo: dove le produco le mie schede? Quanto costa? E se poi voglio farne tante? E se devo attrezzarmi per un montaggio con pick & place? Come si conserva la pasta saldante? SMD o TTH?

A questo punto provo in extremis questa ultima carta. Provo a rilanciare la mia vena condivisiva, e provare a trattare argomenti non molto diffusi sul mondo dell'elettronica. A dispetto delle altre volte, proverò a dare un taglio "meno" scientifico al tutto. In modo da non dover impiegare una settimana per scrivere un articolo. Poi sarà la rete a perfezionare. Vediamo un po' se mi riesce.

Sto comprando un tema nuovo di pacca.....


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