venerdì , 15 Novembre 2019
iten
Home » Fotografia » La gestione del rumore con la D300

La gestione del rumore con la D300

Fino a poco tempo fa la battaglia tra le reflex digitali si combatteva a suon di megapixel: più pixel a disposizione significava avere risoluzione e dettaglio d'immagine superiori. Poi con il tempo si è capito che l'aumento indiscriminato non sta portando più a reali benefici complessivi per quanto riguarda la pulizia dell'immagine e, soprattutto, la gestione del rumore. Perché è proprio su quest'ultimo punto, specie per quel che riguarda la gestione agli alti ISO, che oggi si combatte la battaglia più accesa. Se il pieno formato allo stato attuale sembra quello che è in grado di offrire performance migliori, soprattutto in termini di potenzialità future, il formato DX (o l'APS-C di Canon) non è sicuramente da meno e, allo stato attuale, sembra che Nikon offra una marcia in più su questo punto.

La D300 mi ha sorpreso molto anche per questo aspetto, confermando ancora una volta la qualità complessiva del prodotto e sono convinto che, a dispetto di quanto si dice in giro, sia un eccellente prodotto anche nella gestione del rumore a 3200 ISO. Certo è che non è possibile affidarsi immediatamente al risultato che si ottiene con lo scatto in camera, soprattutto se si scatta in JPEG (sconsigliatissimo per quanto riguarda le foto fatte ad alti ISO), ma lavorando un minimo con il NEF, con Capture NX e (se si vuole veramente il top) con qualche prodotto terzi, si riescono ad ottenere foto degne di una D3X, e forse anche superiori se ci si affida esclusivamente agli automatismi della macchina. Vediamo quali possono essere i passi per ridurre il rumore agli alti ISO, premettendo che queste tecniche sono poco efficaci nel caso di lunghe esposizioni (i fotografi di astronomia sanno molto bene di cosa parlo).

La riduzione del rumore in Capture NX

Innanzitutto bisogna dire che non esiste la ricetta universale: ogni foto è una storia a sé e possono esserci casi in cui alcune azioni si rivelano deleterie sulla qualità complessiva dell'immagine. Inoltre, va detto che spesso è una questione di gusti o di "messaggio fotografico" che si vuole trasmettere: il rumore se ben gestito può rievocare atmosfere che hanno reso celebri alcune pellicole negli anni addietro, soprattutto per il bianco e nero. Quindi il messaggio è che non sempre il rumore è male, e anzi spesso si vedono in giro delle forzature nel tentativo di correggerlo che portano a delle immagini innaturali, con un senso di "plastica" che trovo particolarmente brutte (ma nell'epoca di Photoshop purtroppo tutto sembra lecito.....).

Fatta questa premessa, diciamo subito che il primo passo si compie prima ancora di scattare: se pochi giorni fa asserivo che con la D300 si può scattare in JPEG con ottimi risultati, con gli alti ISO (da 1600 a salire) è perentorio scattare in RAW. Quindi, scattiamo esclusivamente in RAW e prepariamoci ad una sessione di post produzione in cui bisognerà valutare attentamente le azioni da intraprendere immagine per immagine.
Il secondo passo, quindi, è quello di sviluppare il NEF in Capture NX (nello specifico, adopero in questo articolo la versione 2.1), ed applicare le prime azioni (già con ottimi risultati) di correzione del rumore. Per comprendere i vari passaggi, prendiamo ad esempio un crop a 100% di una foto scattata durante un concerto a 3200 ISO. Nel seguito, il crop è mostrato disattivando qualunque azione di base di Capture NX per la gestione del rumore.

 

 

Come è possibile notare, la quantità di rumore presente nella foto (soprattutto nella zona dello sfondo) è effettivamente eccessiva. Tuttavia, bisogna constatare che:

  1. Ovviamente, abbiamo eliminato qualunque correzione "software" sull'immagine, e nel digitale il lavoro sporco è fatto dal software e non dall'hardware (è una considerazione ovvia, ma che credetemi spesso è trascurata nella valutazione di una macchina fotografica).
  2. La foto presenta ancora un'ottima leggibilità dei dettagli: come vedete la trama del cappello, così come le rughe sotto gli occhi sono abbondantemente leggibili, e stiamo parlando di un crop 100% di una foto fatta a 3200 ISO. Quindi, la base di partenza è più che sufficiente per ottenere un ottimo risultato finale (ovviamente, il lavoro "sporco" in questo caso è stato svolto anche dall'80-200 che a f/2.8 si comporta molto molto bene).
  3. L'illuminazione della foto è delle peggiori per il rumore, perché siamo in presenza di una foto dove lo sfondo, di un tono tendenzialmente scuro, è illuminato da una luce di taglio. Questa situazione è la peggiore per evidenziare la presenza del rumore digitale.

Fatte queste banali ma dovute considerazioni, cominciamo con l'applicare la riduzione del disturbo in Capture NX (Camera Settings->Noise Reduction->Color), scegliendo come valore di intensità 25 e 7 di nitidezza. Attenzione: questi valori sono quelli che io ho ritenuto opportuni per QUESTA foto. Non esistono dei numeri generali che sono applicabili sempre e comunque. Esiste, però, una considerazione generale di cui tener conto: il valore di intensità deve essere spinto fino a quel punto dove la riduzione del rumore non comincia a pregiudicare il dettaglio (nel caso in oggetto, le rughe del cantante). Un discorso analogo vale per la nitidezza: deve essere tale da non accentuare l'effetto grana, provocandone un ispessimento che compromette i dettagli. Va però subito precisato una cosa: non preoccupiamoci se l'aumento dell'intensità pregiudica il contrasto della foto. Il cosiddetto "effetto bordo" potrà essere ripreso successivamente con una maschera di contrasto sapientemente bilanciata.
Gli effetti di questo primo step sono immediatamente visibili già nella foto sottostante.

 

Come si nota (è possibile cliccare sulle foto per vederle a pieno schermo) l'algoritmo di riduzione del rumore di NX ha drasticamente ridotto il rumore digitale senza compromettere il dettaglio e la trama (si noti il bordino del cappello - attenzione a non valutare la riduzione dell'effetto bordo come una riduzione di dettaglio: stiamo valutando un crop 100% di un'immagine a 3200 ISO).
Un ulteriore miglioramento può essere ottenuto scegliendo come metodo di applicazione del filtro "Qualità migliore" invece di "Più veloce" (a discapito di una maggiore lentezza).

 

Come si nota, ad essere sensibilmente migliorato questa volta non è il dettaglio complessivo dell'immagine, ma la qualità dello sfondo: come si vede, abbiamo ottenuto uno sfondo molto più pastoso, con transizioni più delicate e pulite, pur preservando una qualità di immagine complessiva di tutto rispetto.

A questo punto, a mio modo di vedere, ci si potrebbe ritenere perfettamente soddisfatti del risultato ottenuto (e in generale in molti casi conviene fermarsi qui). Per alcune foto, tuttavia, a volte è consigliabile applicare un ulteriore step con programmi specifici per la riduzione del rumore, che permettono di gestire soprattutto il cosiddetto rumore di contrasto. 

Riduzione del rumore con Dfine 2.0

Fra tutti i programmi che promettono miracoli nel contenimento del rumore quello che a me convince di più è Dfine 2.0 di Nik software, che è possibile provare in versione trial ed acquistare ad un prezzo molto risibile (spendiamo migliaia di euro in attrezzature, e spendere 80$ per un software mi sembrano poca cosa). Convince per una serie di motivi:

  1. Ottima integrazione in Photoshop.
  2. Possibilità di gestire immagini a 16 bit (i 14 bit della D300 sono interpolati fino a 16 da Capture NX).
  3. Supporto per i profili colore diversi da sRGB (quindi Adobe RGB).
  4. Ottima risposta in automatico.
  5. Non eccessive personalizzazioni, che alla lunga portano a risultati di dubbia utilità e qualità.

Dfine può essere nella stragrande maggioranza dei casi fatto agire in automatico. In alcuni casi, tuttavia, i risultati possono essere deludenti soprattutto nella risposta con particolari colori o situazioni critiche. Con la tecnologia degli U-Point è possibile agire in manuale per ottenere il risultato desiderato, scegliendo aree opportune che manifestano il rumore che ci dà particolarmente noia (attenzione a non selezionare aree troppo piccole - conviene sempre selezionarle tenendo la foto ridotta a pieno schermo). Nel seguito ecco come agisce Dfine sulla solita foto campione (a dx l'originale, a sx il risultato di Dfine).

 

 Alla luce del risultato, facciamo delle considerazioni.

  1. Dfine ha ridotto sensibilmente il rumore cromatico, ossia quel rumore che si manifesta soprattutto nelle zone scure dell'immagine sotto forma di artefatti colorati e fortemente fastidiosi.
  2. Dfine ha anche migliorato il rumore di contrasto, ossia il rumore che si manifesta nelle zone a cambio di luminosità. Questo punto, tuttavia, è quello che tendenzialmente genera allarme quando si valuta la foto dopo l'applicazione del filtro. Infatti, la sensazione percepita è quello di un brusco calo dei dettagli, con un'apparente perdita di nitidezza. In realtà, la conseguenza della riduzione del rumore di contrasto è un fenomeno "naturale" e soprattutto "percepito" da chi osserva (interessante è leggere questo articolo anche se, ammetto, un po' fortino), ma non vi è alcuna perdita di dati. Si riduce semplicemente l'effetto "bordo" che dà quella sensazione di maggiore nitidezza. Questa cosa sarà ovviabile successivamente con una maschera di contrasto sapientemente dosata, magari agendo sul canale di luminanza convertendo la foto nello spazio colore LAB, e ricordandosi che la valutazione di un crop al 100% a video lascia il tempo che trova: già la versione senza Dfine in stampa non farebbe emergere alcun eccesso di rumore. Nell'applicare la USM dopo Dfine, inoltre, non avremo però il rumore tra i piedi, che provocherebbe un ulteriore aumento del disturbo generale dell'immagine.

Qui sotto è riportata l'intera immagine dopo Dfine, e subito dopo la stessa foto con una maschera di contrasto 15-30-0 applicata sul canale di luminanza nello spazio colore LAB.

 

 

 A questo punto non resta che valutare l'immagine nella sua interezza, dopo aver applicato la maschera di contrasto (che si applica sempre DOPO il resizing dell'immagine o prima di stampare) e regolato i livelli per dare un contrasto generale maggiore (che aumenta ulteriormente il senso di nitidezza).

 

 Infine, ci sono una serie di considerazioni e suggerimenti finali di cui tenere conto:

  1. Per migliorare l'applicazione di questi filtri "extra" è sempre meglio regolare i livelli dopo i filtri. Questo perché con la regolazione dei livelli si tende a tagliare fuori pixel per migliorare il contrasto o il bilanciamento cromatico. Tuttavia, in questa fase si tagliano fuori anche dati preziosi per il calcolo del rumore cromatico: il risultato è che i programmi di individuazione hanno meno dati su cui poter applicare i loro algoritmi.
  2. C'è un limite oltre il quale non bisogna mai spingersi. Questi filtri vanno sempre dosati con attenzione, e soprattutto spesso bisogna valutare se veramente è il caso o meno di applicarli. In genere, conviene fermarsi prima della formazione di strani artefatti cromatici che provocano l'insorgenza dell'effetto cera (sembra di vedere le statue del museo delle cere). Inoltre, a volte si provoca l'azzeramento di quelle transizioni tonali che possono dare un senso di tridimensionalità e profondità all'immagine.

Ad esempio, nella foto che segue ho evitato di applicare il Dfine, dato che il rumore a mio modo di vedere ha donato un'atmosfera speciale all'immagine che altrimenti sarebbe stata annullata.

 

 

Per la cronaca, queste foto sono state scattate durante il concerto di Andy J. Forest, tenuto nell'ambito della rassegna Baia Domizia blues festival 2009. Le altre immagini sono disponibili nella mia galleria. Nell'ultima foto di questa galleria noterete come ho volutamente esasperato il rumore.

.

 


Check Also

Confronto software di gestione file RAW/2

Nella prima parte di questo articolo ci siamo lasciati con i primi test di confronto …

4 comments

  1. Lawrence Oluyede

    Gran bell'articolo 😉

    Quando mi regali una D300 😛 ?

  2. Lawrence, un paio d'anni di utilizzo ed è tua 😀

  3. Camera Settings->Noise Reduction->Color),
    La parola Color nel mio NX2 non la trovo, puoi
    spigarmi meglio se ti è possibile.
    Grazie infinite

  4. In NX2 ha cambiato posto e nome. Lo trovi in "Sviluppo->Regolazioni fotocamera/obiettivo->Riduzione disturbo NR". In alternativa puoi anche impostarlo dal menu "Regola".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.