lunedì , 14 Ottobre 2019
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Perché si diventa nikonisti

Ho cominciato con la fotografia quando il digitale era un qualcosa di futuribile. Si capiva che ci sarebbe stata una sorta di rivoluzione ma nessuno, e sottolineo nessuno, aveva realmente capito cosa sarebbe successo di li a qualche anno e sicuramente nessuno aveva immaginato lo scenario attuale del mondo del digitale: corpi macchina che escono fuori produzione dopo 6 mesi (leggasi Canon 40D), obsolescenza tecnologica altissima (anche se indotta, e quindi percepita, ma non reale) deprezzamento pauroso del valore dell'usato, con un mercato potenziale che anni fa era solo un sogno (anni fa esistevano solo i vari fotonegozianti o gli annunci sulle riviste di settore).

Quando feci la scelta tra i due principali sistemi (Canon e Nikon) la feci in base ad una serie di fattori: vinse Canon perché fra i due sistemi è quello globalmente più economico ed accessibile. Nikon ha sempre mantenuto una certa "aria" di esclusività che porta ad un costo generale superiore dei corpi e degli obiettivi. E questa cosa si conserva tuttora oggi anche nel digitale.
Per quanto riguarda il digitale, Nikon per un certo periodo si è fatta trovare impreparata: per molto tempo la sua presenza in questo segmento effervescente è stata alquanto stentata. Quando Canon produceva corpi macchina Full Frame da 10Mp, Nikon annunciava trionfalmente corpi da 2Mp, che francamente stridevano con prodotti amatoriali dotati di prestazioni molto superiori. Dopo un periodo di schiacciante superiorità di Canon, complice l'accordo con Sony per i sensori e la volontà di tornare a competere nel mercato, Nikon è tornata alla ribalta allineandosi alla concorrenza. Ed è allora che è scoppiata la vera e propria guerra dei megapixel. Con i mesi si sono susseguiti sensori sempre più stipati di fotodiodi (e corpi dotati di funzioni sempre più trendy e poco utili - leggasi video), ed oggi questa guerra è ancora in corso con il risultato che Canon, pur essendo la vincitrice "numerica" di questa guerra, sta ormai conducendo una lotta contro se stessa. E', infatti, ormai prassi consolidata che i nuovi corpi producano immagini globalmente inferiori rispetto al corpo precedente (densità di pixel eccessiva e difficoltà di controllo del rumore), al punto che il formato APS-C (che, a mio modo di vedere è stato tecnicamente un non senso ma un grande successo "commerciale" per le case produttrici) sembra giunto al capolinea, e la guerra si sta spostando sui sensori Full Frame, al punto che qualcuno già prospetta la morte del medio formato digitale fra qualche anno. Fino a questo momento Nikon sembra non rispondere con lo stesso ritmo alle mosse Canon, stabilendo un lifecycle più lungo per i prodotti di fascia medio alta (dalla D80/D90 in poi) e puntando su prodotti globalmente più equilibrati e longevi (anche se si sta già parlando di D300s e D700s).

Per un fotoamatore "chimico" come me il passaggio al digitale è stato un po' uno shock. Prima contavano solo in questo ordine:

  1. Obiettivi
  2. Pellicole
  3. Sviluppo delle pellicole

Tutto il resto era fuffa. Con il digitale, invece, nuovi fattori sono scesi in campo. Innanzitutto il corpo può fare la differenza. Poi c'è l'abbinata sensore/obiettivo, che sta rendendo il tutto più difficile (oggi si vedono "mostri sacri" soccombere ai milioni di pixel, offrendo spettacoli poco edificanti - leggasi le varie aberrazioni cromatiche). Tuttavia, va detto che ormai la tecnica sta diventando autoreferenziale, e tutte le guerre lasciano il tempo che trovano. Francamente ormai la pellicola si può definire archiviata (almeno nel  35mm - una Provia 100F 120 resta ancora un altro pianeta), e quello che una macchina digitale da 10-12 Mp ti dà può considerarsi sufficiente per l'80% dei fotografi professionisti e amatori.

Personalmente per anni ho seguito la lotta ai Mp con distacco. Sono passato sì al digitale, ma evitando di spendere fortune e rimanendo basso di tiro. Era ormai tempo, però, che volevo rifarmi un corredo reflex digitale (alcuni obiettivi li ho venduti negli anni perché "incompatibili" - altra trovata commerciale), e francamente ero alla ricerca di un corpo "definitivo". Scartato il FF per motivi economici (ancora troppo caro) non restava che attendere una Canon DXX definitiva, ma che secondo me tarda ancora ad arrivare.

Fin quando, un bel giorno di circa 2 anni fa Nikon annuncia quella che per me rappresenta l'arma definitiva per il fotoamatore evoluto (o che, come me, si considera tale): la D300. Mi ha colpito sin da subito, soprattutto per l'equilibrio generale. Innanzitutto, il corpo in quanto tale la fa collocare come prodotto professionale di fascia bassa, e forse professionale medio alto per il formato DX. Corpo tropicalizzato in magnesio di dimensioni adeguate, ergonomia perfetta (e conosco molto bene la 40D/50D e posso dire che non c'è storia), comandi dove ci si aspetta che siano. Poi, presenta un mirino con copertura al 100%, cosa molto importante soprattutto nell'APS-C dove i mirini "bui" mettono tristezza pensando ai giorni del 35mm. Un altro aspetto che stupisce rispetto alla concorrenza (sia 50D ma soprattutto 5D) è l'autofocus. Ben 51 punti di messa a fuoco, con possibilità di selezione, contro i 9 miseri punti della concorrenza. Certo, se non si fa foto sportive si può ovviare, ma credetemi mi è capitato in passato anche con altri generi come la macro di sentire il bisogno di altri punti e meglio spaziati, per evitare di dover ricomporre costantemente. Un altro settore dove la fa da padrona è le informazioni nel mirino e nel dorso superiore, dove si arriva ad accedere a tutte le informazioni sostanziali senza dover ricorrere al display LCD, cosa che io trovo molto scomoda. Inoltre, sempre nel mirino è disponibile opzionalmente una griglia per migliorare gli allineamenti e soprattutto per favorire la composizione. Infine l'aspetto più rilevante per me: solo, e dico solo, 12 Mp. Ritengo questo numero il compromesso migliore per il formato DX (almeno con lo stato attuale della tecnologia - vuoi vedere che mo ti cacciano il Foveon X3 di Canon e Nikon........) tra un'immagine sufficientemente dettagliata e un contenimento del rumore. Dai vari test che ho visto in giro, la D300 offre a mio modo di vedere il miglior compromesso in fatto di gamma tonale, pulizia dei colori e nitidezza.

Può un prodotto del genere, pur completo come la D300, spingere ad un cambio di sistema? Nel mio caso la risposta è si, e grazie al mercato dell'usato sono riuscito ad effettuare il cambio senza particolari dolori: ho rivenduto il mio corredo e ne ho comprato uno equivalente, anche se fatto di ottiche mediamente di pregio superiore. Nei fatti ho speso meno della metà dei prezzi di listino ufficiali, e il 25% in meno dei migliori prezzi su Internet, comprando un corpo con 2000 scatti e ancora in garanzia Nital. Oggi è in arrivo il Nikkor 17-55 f/2.8, obiettivo su cui si è dibattuto molto in rete. Poi seguiranno un tele 70-200 e un obiettivo macro. Intanto, complici le ferie in arrivo, dedicherò il mese di agosto a scattare e fare qualche recensione dettagliata. Stay tuned 😉


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5 comments

  1. Complimenti per la bella "analisi di mercato" parlo da Nikonista... alle prime armi, ho sempre avuto una smodata passione per la fotografia, mai supportata da una vera e propria intenzione di comprare una Reflex, ovviamente per motivi economici, finchè ad agosto 2008 non ho incontrato la Nikon D40... la Entry Level per eccellenza... quando chiesi quanto costava rimasi colpito, e così per scarsi 350€ feci la "follia", che mi ha fatto irrimediabilmente innamorare della fotografia digitale! poi ovviamente, sono andato cercando di più... e ho mi sono trovato a valutare dei nuovi corpi macchina perchè la D40 era un ottimo compromesso, ma un filino poco "professionale" per la mia voglia di imparare, e mi sono trovato (a dicembre) a valutare D300 e D90 (che era appena uscita) e alla fine ho deciso per quest'ultima sia perchè era nuovissima sia perchè forse era il miglior compromesso per un "amatore appassionato" sono STRAcontento del mio acquisto... e non tornerei indietro...
    Scelsi Nikon solo per un motivo essenzialmente... la EOS 40D costava forse anche 100-140 euro in più della D40, stesso discorso per la EOS 1000D... e per uno che non sa se la foto reflex è fatta per lui... 100 euro non sono pochi!
    poi ho cominciato ad ampliare il parco obiettivi (AF-S 18-200 e poi AF 50mm f1,8).. e da li... diventi Nikonista... è raro vendere tutto per "cambiare casacca"

    la fotografia è un mezzo eccezzionale per esprimere emozioni e pensieri, e poi tecnicamente è una sfida che non ha mai fine!

    solo... forse... purtroppo scelgo passioni sempre più costose... ma evidentemente, certe volte, spendere nelle cose che ci appassionano diventa anche un piacere!

    Un Abbraccio

    Marco!

  2. Lawrence Oluyede

    Bel post Carmine! Io ho cominciato ad interessarmi alla fotografia circa mesi fa. Son partito con una KOnica a pellicola e poi durante il PyCon ho vinto un'asta per una Nikon D80 che per un principiante come me e` una signora macchina. Ora ho un 50mm 1.8, un 28mm senza CPU 2.8 e un neo acquisto (usato) il 18-70!

    Ho scoperto una passione che mi sta piacendo non poco. Un po' alla volta si impara 🙂

    Grazie!

  3. bella analisi Carmine, e ci vuole un gran coraggio per fare un cambiamento così radicale!Io sono ancora Canonista, ma solo in teoria, visto che la mia vecchia ma eccezionale Eos 3 a pellicola è un pezzo che non la uso più e svenderla per due lire mi sembra un insulto.Io ancora aspetto che una macchina come la EOS 5 Mark II arrivi a prezzi accettabili, così da poter sfruttare il full frame del mio parco ottico...Nel frattempo mi arrabatto come posso con  una Ricoh GX100, consigliatissima per il suo approccio prosumer.Un saluto, Enzo

  4. Ho una D300, vorrei consigli come settarla per fotografare
    uccelli in volo:
    Foocus TracKing+LocK-On come usarlo
    Lungo
    Normale
    Corto
    NO
    Uso 21 punti area dinamica
    Scatto continuo
    Meglio Scatto o Messa a fuoco
    Uso ISO Auto
    Poi mi piacerebbe usare al meglio Capture NX2
    al meglio per sviluppare foto per web, perdere meno
    dettagli per la riduzione della foto a 720.
    Ti ringrazio

  5. Ciao Enrico,
    dando una sbirciata veloce alla tua galleria non mi sembri proprio un novellino di foto naturalistiche.......
    Comunque, non ho un granché di esperienza nella foto "sportiva" o ad inseguimento, però ti posso dire che il Lock ON serve per soggetti che scorrono paralleli al piano del sensore, ossia non avanzano o si allontanano dalla fotocamera. Il Lock ON è un periodo di "freeze" dell'autofocus continuo che serve per evitare la continua messa a fuoco durante la raffica. Se il soggetto si muove parallelamente al piano del sensore, allora la messa a fuoco non cambia e il Lock ON è un ottimo modo per aumentare la raffica ed evitare errori di messa a fuoco. In caso contrario, meglio tenerlo disattivato e far continuamente mettere a fuoco la macchina.
    Per quanto riguarda i punti di messa a fuoco, se stai fotografando soggetti con sfondo continuo (ad esempio cielo), allora moto meglio i 51 punti, che permettono un margine di errore ridotto (altrimenti sei sempre costretto ad essere sicuro di tenere il soggetto al centro dell'area di AF, o nell'intorno di 21 punti del punto selezionato.
    Poi il resto è esperienza e velocità e precisione di movimento (si parla proprio di 'caccia fotografica'). Inoltre, l'obiettivo aiuta molto: un AF-S è molto più veloce nella messa a fuoco ed aiuta molto il sistema di AF della macchina.

    Per quanto riguarda Capture NX, il discorso è complesso e mi riservo di ritrattarlo in futuro. Un ottimo punto di partenza potrebbe essere il libro di Thom Hogan (contattami in privato a cnoviello@hotmail.com che ti do maggiori dettagli). Per mia esperienza tieni anche conto di questi due punti per avere miglior qualità in caso di riduzioni di immagini per il web

    1. Ridurre sempre con la funzione "bicubica" di Photoshop
    2. Applicare le tecniche di maschera di contrasto DOPO la riduzione dell'immagine.
    3. Prediligere una tecnica per la USM selettiva o di tipo LAB (dai uno sguardo qui).

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