<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Others on Carmine Noviello</title><link>https://www.carminenoviello.com/categories/others/</link><description>Recent content in Others on Carmine Noviello</description><generator>Hugo</generator><language>en-US</language><lastBuildDate>Sat, 05 Sep 2026 16:00:00 +0200</lastBuildDate><atom:link href="https://www.carminenoviello.com/categories/others/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><item><title>A new beginning for this blog. Once again.</title><link>https://www.carminenoviello.com/2026/09/05/a-new-beginning-for-this-blog/</link><pubDate>Sat, 05 Sep 2026 16:00:00 +0200</pubDate><guid>https://www.carminenoviello.com/2026/09/05/a-new-beginning-for-this-blog/</guid><description>&lt;p&gt;The very first post on this personal blog dates back to 2007, when I bought the domain and set up a WordPress installation. At the time, the blog was written only in Italian and focused mostly on one of my hobbies: photography. Over the years, I tried to evolve it into a space for a broader community of electronics enthusiasts, changing its design and publishing articles in both Italian and English.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Recensione #4: Stazione saldante JBC CD-2B</title><link>https://www.carminenoviello.com/2015/02/18/recensione-stazione-saldante-jbc-cd-2b/</link><pubDate>Wed, 18 Feb 2015 06:00:52 +0000</pubDate><guid>https://www.carminenoviello.com/2015/02/18/recensione-stazione-saldante-jbc-cd-2b/</guid><description>&lt;p&gt;Internet è piena di stazioni saldanti a meno di €100. Si tratta di prodotti cinesi, che vengono declinati in decine di marche ma che escono tutti dalla stessa fabbrica. Intendiamoci: per quello che costano sono ottimi prodotti. La mia prima stazione saldante, comprata ormai 5 anni fa, è costata €65 comprensiva di spese di spedizione. C&amp;rsquo;ho saldato qualche migliaio di schede, da componenti SMP TQFP128 a connettori su piani di massa di qualche decimetro quadrato.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>How to download Mac OSX Lion from the App Store</title><link>https://www.carminenoviello.com/2014/12/29/download-mac-osx-lion-app-store/</link><pubDate>Mon, 29 Dec 2014 19:12:31 +0000</pubDate><guid>https://www.carminenoviello.com/2014/12/29/download-mac-osx-lion-app-store/</guid><description>&lt;p&gt;I&amp;rsquo;m the happy owner of an old 2007 MacBook Pro.  All said it still runs goods. It has Snow Leopard (10.6.8). But, since there are a lot of apps that don&amp;rsquo;t run on Snow Leopard, I would update it to Lion (10.7), the latest Mac OSX release available for my MacBook. And it costs only €18. Good deal. So I&amp;rsquo;ve bought a new license through the Apple Store in Italy. After 6 days (&amp;hellip;.ummm, this delay was probably caused by Christmas holidays&amp;hellip;) I&amp;rsquo;ve received an E-Mail from Apple with my license. Ok. Let&amp;rsquo;s download it.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>È ancora possibile apprendere le basi dell'informatica?</title><link>https://www.carminenoviello.com/2013/08/13/e-ancora-possibile-apprendere-le-basi-dellinformatica/</link><pubDate>Tue, 13 Aug 2013 11:51:33 +0000</pubDate><guid>https://www.carminenoviello.com/2013/08/13/e-ancora-possibile-apprendere-le-basi-dellinformatica/</guid><description>&lt;p&gt;E se sì, qual è il modo migliore? Questo post mi è venuto in mente dopo aver letto alcuni articoli recenti sul blog di Antonio Cangiano, in particolare &lt;a href="http://programmingzen.com/2011/07/09/the-need-for-good-vocational-schools-for-programmers/"&gt;uno&lt;/a&gt; relativo alla capacità del mondo accademico di &amp;ldquo;costruire&amp;rdquo; buoni informatici, invece che pessimi scienziati. Questa semplificazione nel post citato non c&amp;rsquo;è, ma io ritengo che il nodo sia quello.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Più in generale c&amp;rsquo;è da chiedersi se il costante processo di trasformazione dei computer in elettrodomestici tuttofare possa contribuire alla formazione delle nuove generazioni di informatici. Prendete ad esempio i tablet e la loro diffusione tra i bambini. Oggi vedo praticamente ovunque bambini di 2-3 anni che armeggiano con un iPad come fosse un qualunque giocattolo della Chicco. Secondo alcuni questo è il segnale che le nuove generazioni hanno un ottimo rapporto con le nuove tecnologie, e sarà sempre meno necessario insegnargliene l&amp;rsquo;uso. Già l&amp;rsquo;uso. Ma rispetto a quello che c&amp;rsquo;è sotto, possono le nuove frontiere tecnologiche aiutare o fanno solo danni?&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Con quale CAD elettronico incominciare?</title><link>https://www.carminenoviello.com/2013/08/02/con-quale-cad-elettronico-incominciare/</link><pubDate>Fri, 02 Aug 2013 05:58:57 +0000</pubDate><guid>https://www.carminenoviello.com/2013/08/02/con-quale-cad-elettronico-incominciare/</guid><description>&lt;p&gt;Proprio qualche giorno fa rispondevo a questa domanda di un mio amico che ha da poco ultimato il suo primo progetto con Arduino. Ha realizzato tutto su breadboard e dopo tentativi, aggiustamenti e cambi, ha praticamente &amp;ldquo;finalizzato&amp;rdquo; la sua progettazione. A me piace chiamarlo &lt;em&gt;design by attempt&lt;/em&gt; e, se siete interessati a seguire un percorso nell&amp;rsquo;elettronica, scoprirete che anche per progetti molto complessi si finisce sempre a fare qualche tentativo: a volte, prima di chiudere un prodotto se ne passano 3-4 sbrogli prima di poter mettere la parola fine. Forse.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Primi passi con l'elettronica: da dove cominciare?</title><link>https://www.carminenoviello.com/2011/06/06/primi-passi-con-lelettronica-da-dove-cominciare/</link><pubDate>Mon, 06 Jun 2011 06:00:08 +0000</pubDate><guid>https://www.carminenoviello.com/2011/06/06/primi-passi-con-lelettronica-da-dove-cominciare/</guid><description>&lt;p&gt;Da quanto è nato il filone &amp;ldquo;elettronico&amp;rdquo; di questo blog ho ricevuto diverse richieste via mail, Facebook e dal vivo da informatici &amp;ldquo;pentiti&amp;rdquo;  - come me - che mi hanno chiesto da dove cominciare per studiare seriamente l&amp;rsquo;argomento, senza sacrificare la praticità e la fruibilità immediata delle cose apprese.&lt;br&gt;&#10;Quasi un anno fa avevo già &lt;a href="http://www.carminenoviello.com/2010/07/10/mcu-programming-come-cominciare/"&gt;trattato l&amp;rsquo;argomento&lt;/a&gt;, focalizzando l&amp;rsquo;attenzione in particolar modo sullo sviluppo firmware con i microcontrollori, nello specifico gli 8051 e derivati, proponendo dei libri di testo da cui poter attingere informazioni. Tuttavia, da quella carrellata di testi e link mancano, sostanzialmente, fonti da cui attingere le basi dell&amp;rsquo;elettronica. E la ragione è da ricercarsi nel fatto che con l&amp;rsquo;elettronica digitale ultramoderna, fatta di IC e micro superintelligenti, con decine di funzioni, librerie pronte all&amp;rsquo;uso, IDE potentissimi, ecc, si riescono a sviluppare soluzioni complete senza dover necessariamente sapere cosa succede in una giunzione p-n o, addirittura, la più elementare legge di Ohm. Anzi, alcune piattaforme molto famose (facciamo i nomi: Arduino) hanno proprio come marchio distintivo l&amp;rsquo;offrire un API talmente di alto livello e completa da rendere pressoché superfluo conoscere le basi di alcun che, almeno agli inizi.&lt;br&gt;&#10;Quando le cose cominciano a complicarsi, o quando si vuole acquisire un&amp;rsquo;autonomia che permetta di spaziare e svilupparsi solide certezze, beh le basi ci vogliono e come, ed è importante studiare con disciplina ed estraniarsi un minimo dalle feature ultra astratte offerte dai produttori. Nel seguito, la mia ricetta sperimentata in prima persona.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Unicode in 5 minuti</title><link>https://www.carminenoviello.com/2008/05/20/unicode-in-5-minuti/</link><pubDate>Tue, 20 May 2008 15:18:12 +0000</pubDate><guid>https://www.carminenoviello.com/2008/05/20/unicode-in-5-minuti/</guid><description>&lt;p&gt;&lt;img src="https://www.carminenoviello.com/2008/05/20/unicode-in-5-minuti/01-unicode.jpg" alt="unicode"&gt;[dropcap]O[/dropcap]ggi giorno nessun programmatore può ignorare Unicode: con la diffusione di Internet e la pubblicazione dei contenuti via web è diventato impossibile non conoscere questo sistema di caratteri e, grazie al fatto che sono sempre di più i linguaggi di programmazione che lo trattano in maniera nativa, è diventato molto semplice poterlo adoperare nelle proprie applicazioni. Sicuro??!?!&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;A leggere in giro nella rete sembrerebbe esattamente il contrario. Praticamente tutti i giorni si legge di programmatori disperati che non sanno come trattare stringhe di testo contenenti caratteri Unicode, e spesso le soluzioni trovate sono alquanto &lt;em&gt;naïf&lt;/em&gt; e sbagliate. Insomma, lo Unicode è per mia esperienza la bestia nera degli informatici del nuovo millennio, nonostante il web sia pieno di ottimi tutorial molto completi per approfondire la materia.&lt;br&gt;&#10;E forse è proprio questo il nocciolo della questione: le guide, i tutorial, gli &lt;em&gt;howto&lt;/em&gt; elaborati per i vari linguaggi di programmazione spesso sono troppo completi ed esaustivi. Per carità, lungi da voler criticare il lavoro svolto da altre persone, ma per mia esperienza personale in questo tema più si tiene basso il livello e meglio si comprende qual è esattamente il problema. Per poi successivamente magari approfondire tutti i dettagli per gli amanti della storia dell&amp;rsquo;informatica.&lt;/p&gt;</description></item></channel></rss>