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	<title>Carmine Noviello &#187; Mac</title>
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	<description>ilnovi&#039;s corner</description>
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		<title>Adium, MSN e quel maledetto &#8220;Sei connesso da un&#8217;altra postazione&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 17:54:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Noviello</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mac]]></category>
		<category><![CDATA[adium]]></category>
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		<description><![CDATA[Se siete tra coloro che sono costretti ad usare il peggior protocollo di messaggistica istantanea esistente, ossia MSN, e se siete possessori di Mac ed adoperate Adium, e da qualche tempo siete totalmente impossibilitati a collegarvi alla rete MSN perch&#233; ogni volta che provate a connettervi vi appare la fatidica scritta &#34;Siete connessi da un&#39;altra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se siete tra coloro che sono costretti ad usare il peggior protocollo di messaggistica istantanea esistente, ossia MSN, e se siete possessori di Mac ed adoperate Adium, e da qualche tempo siete totalmente impossibilitati a collegarvi alla rete MSN perch&eacute; ogni volta che provate a connettervi vi appare la fatidica scritta &quot;Siete connessi da un&#39;altra postazione&quot;, beh sappiate che finalmente c&#39;&egrave; una soluzione.</p>
<p>La beta di <a href="http://adiumx.cachefly.net/Adium_1.4.2b1.dmg">Adium 1.4.2</a> aggiorna <em>libpurple</em> (il sottosistema usato da Adium per gestire i vari protocolli di messaggistica) che nella sua ultima versione gestisce il &quot;Multiple Points of Presence&quot; (MPOP) per MSN, ossia la possibilit&agrave; di collegarvi contemporaneamente da pi&ugrave; postazioni, cos&igrave; come annunciato nella stessa <a href="http://adium.im/beta/">beta</a>.</p>
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		<title>Convertire un filesystem case-sensitive in case-insensitive e viceversa</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 07:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Noviello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Mac]]></category>
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		<category><![CDATA[convertire]]></category>
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		<category><![CDATA[iPartition]]></category>

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		<description><![CDATA[Se siete approdati su questo articolo è, probabilmente, perché siete alla ricerca di una soluzione per risolvere un &#8220;guaio&#8221; fatto durante l&#8217;istallazione di MacOS X. Già, perché quando si istalla il sistema, l&#8217;istaller ci pone davanti alla scelta non del tutto banale del tipo di filesystem che vogliamo adoperare per il sistema operativo. Tra le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se siete approdati su questo articolo è, probabilmente, perché siete alla ricerca di una soluzione per risolvere un &#8220;guaio&#8221; fatto durante l&#8217;istallazione di MacOS X. Già, perché quando si istalla il sistema, l&#8217;istaller ci pone davanti alla scelta non del tutto banale del tipo di filesystem che vogliamo adoperare per il sistema operativo. Tra le tante opzioni disponibili c&#8217;è la famigerata possibilità di formattare il disco come &#8220;MacOS Esteso (Case-sensitive)&#8221; (in gergo tecnico una partizione di tipo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/HFS_Plus">HFSX</a>), che per uno abituato a lavorare con i sistemi UNIX è la scelta più ovvia. In breve, tale tipo di filesystem permette di distinguere i nomi dei file, delle directory, ecc, in base ai caratteri maiuscoli o minuscoli (per un filesystem case-sensitive il file &#8220;pRoVa&#8221; è diverso da &#8220;prova&#8221; e possono coesistere nella stessa directory). Al contrario, il filesystem predefinito di Apple non è di tipo case-sensitive e i due file di esempio di cui sopra non possono trovarsi all&#8217;interno della stessa directory. Nei fatti, questa è una limitazione che sussiste esclusivamente per alcuni tool sviluppati in ambito UNIX e portati su Mac (i <a href="http://www.macports.org/"><em>ports</em></a>, per l&#8217;appunto).</p>
<p><span id="more-81"></span></p>
<p>Questa scelta che può sembrare la migliore si dimostra in realtà nefasta allorquando si cerca di installare degli applicativi terzi che non supportano il filesystem case-sensitive. E nello specifico, per quanto mi risulta, c&#8217;è solo una famiglia di prodotti che ha questo problema: la suite di programmi Adobe (solo Lightroom sfugge a questa regola). Insomma, niente Photoshop, niente InDesign, niente Illustrator. Niente di niente. Ho atteso quasi un anno l&#8217;uscita della suite CS4 sperando che Adobe si decidesse a risolvere questo problema ben noto e che pare affliggere solo l&#8217;istaller della sui suite (ma cavolo, un programma che fa assunzioni sul tipo di filesystem a me sembra scritto un po&#8217; male&#8230;.). A questo punto disperato non mi restava che formattare tutto e ricominciare. E per uno che ha sempre portato alla morte i suoi calcolatori senza MAI formattarli era un dramma. In realtà le ipotesi erano due:</p>
<ol>
<li>Formattare (sigh).</li>
<li>Provare a dumpare con DiskUtility l&#8217;immagine del disco su un disco esterno e provare nella reistallazione in targhet mode a reistallare da quella immagine, ma con un filesystem diverso (come riportato in <a href="http://discussions.apple.com/thread.jspa?threadID=1298834">questo thread</a> poco chiaro)</li>
</ol>
<p>Disperato, cerca che ti ricerca ho scoperto questo tool chiamato <a href="http://www.coriolis-systems.com/iPartition.php">iPartition</a> della Coriolis, il quale per 37€ vi permette di convertire il filesystem in modalità case-insensitive o viceversa. Mitico! Come funziona: è necessario da prima creare un CD autopartente con l&#8217;utility &#8220;Coriolis CDMaker&#8221; (perché è necessario agire sul filesystem smontato), per poi far ripartire il Mac con questo CD e procedere alla conversione dal menu &#8220;Partition-&gt;Make case-insensitive&#8221; di iPartition. In meno di 5 minuti il gioco è fatto. Non c&#8217;è che dire: ottimo acquisto (non abbiate speranze di trovarlo nell&#8217;etere digitale <img src='http://www.carminenoviello.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  )</p>
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		<title>Time Machine su comuni NAS</title>
		<link>http://www.carminenoviello.com/2008/09/17/time-machine-su-comuni-nas/</link>
		<comments>http://www.carminenoviello.com/2008/09/17/time-machine-su-comuni-nas/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 06:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Noviello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Mac]]></category>
		<category><![CDATA[Leopard]]></category>
		<category><![CDATA[NAS]]></category>
		<category><![CDATA[TimeMachine]]></category>
		<category><![CDATA[WD MyBook World]]></category>

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		<description><![CDATA[Diciamocela tutta: Time Machine &#232; forse una delle feature pi&#249; cool di MacOS X 10.5.x, meglio noto come Leopard. Tecnicamente non &#232; nulla di rilevante: si tratta di un comune backup incrementale del disco fisso. Tuttavia, come al solito, Apple ha integrato alla perfezione questa funzionalit&#224; nel sistema, fornendo un&#39;interfaccia grafica che ne agevola l&#39;utilizzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diciamocela tutta: Time Machine &egrave; forse una delle feature pi&ugrave; cool di MacOS X 10.5.x, meglio noto come Leopard. Tecnicamente non &egrave; nulla di rilevante: si tratta di un comune backup incrementale del disco fisso. Tuttavia, come al solito, Apple ha integrato alla perfezione questa funzionalit&agrave; nel sistema, fornendo un&#39;interfaccia grafica che ne agevola l&#39;utilizzo e lo rende molto intuitivo (sfido un comune mortale a giocare di <tt>tar</tt> e di file <tt>crontab</tt> <img src='http://www.carminenoviello.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  )</p>
<p>Per attivare Time Machine &egrave; necessario disporre di un disco fisso esterno (USB o FireWire) e di tanta pazienza per il primo backup, quando deve essere effettuato il primo backup di tutto il disco: i successivi aggiungeranno solo le modifiche al filesystem (file e directory modificati e/o aggiunti). Tuttavia, nell&#39;era in cui il costo di un NAS per uso domestico (per chi non lo sapesse, un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Network_Attached_Storage">Network Attached Storage</a> &egrave; un dispositivo di rete il cui compito &egrave; quello di far condividere spazio disco tra pi&ugrave; utenti/computer) &egrave; ormai di poche decine di euro, utilizzare un disco esterno semplice pu&ograve; essere molto riduttivo, soprattutto se si dispone di pi&ugrave; computer e una rete domestica ben configurata. E non a caso la stessa Apple c&#39;ha pensato, producendo un dispositivo denominato <a href="http://www.apple.com/it/timecapsule/">Time Capsule</a> progettato proprio per questo compito. Purtroppo, (forse per motivi commerciali?!?!?!) non sono al momento direttamente supportati comuni NAS di rete, a meno di non effettuare delle operazioni &quot;manuali&quot;.</p>
<p>In rete esistono diversi tutorial per risolvere il problema. Tuttavia, &egrave; molto difficile trovare delle istruzioni chiare ed in grado di funzionare. In questo mini tutorial prover&ograve; a sintetizzare i passi principali per poter configurare Time Machine con un comune NAS di rete, che supporti almeno il protocollo SMB (il protocollo di condivisione dei file adoperato da Windows).</p>
<p><span id="more-55"></span></p>
<p>Cominciamo dalla lista della spesa:</p>
<ol>
<li>Un Mac equipaggiato con MacOS X 10.5.2 o superiore (&egrave; uscito di recente il 10.5.5, correte ad aggiornarlo <img src='http://www.carminenoviello.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  )</li>
<li>Un NAS di rete con il supporto al protocollo SMB</li>
<li>Un router, possibilmente WiFI</li>
<li>TAAAAAAAAAAAAAAAAAAAANTA pazienza per il primo backup (all&#39;incirca da un minimo di 5-6 ore ad un massimo di 20!!!)</li>
</ol>
<p>Il punto 2 merita un approfondimento. Esistono diverse soluzioni oggi disponibili: si parte dai prodotti squisitamente domestici e si finisce ai prodotti specialistici basati su server di storage ridondati che costano svariati migliaia di euro. La soluzione che illustrer&ograve; io qui funziona a prescindere dal NAS purch&eacute; supporti almeno il protocollo SMB. In realt&agrave;, i NAS domestici sono &quot;simili&quot; in tutto e per tutto a quelli di fascia alta: in genere sono equipaggiati con un Linux embedded con tutto il software necessario alla gestione del disco e dei servizi di rete. <br />
	Per le utenze domestiche esistono due famiglie di prodotti che oggi vanno per la maggiore: i prodotti della <a href="http://www.lacie.com/IT/products/range.htm?id=10007">Lacie</a> e quelli della <a href="http://www.wdc.com/it/products/products.asp?driveid=347">Western Digital</a>. I primi sono certificati per funzionare come NAS SMB, e il software a corredo fornisce tutto il necessario per configurare gli SHARE SMB (ossia le unit&agrave; logiche di rete). I secondi, invece, ufficialmente sono raggiungibili solo tramite il software a corredo, denominato MioNet e disponibile SOLO per Windows (ufficialmente il Mac non &egrave; supportato). In realt&agrave;, la distribuzione di Linux a corredo fornisce Samba ed &egrave; pertanto possibile agganciare l&#39;unit&agrave; via SMB. In questo tutorial assumer&ograve; NAS proprio il WD MyBook World Edition, in mio possesso, anche se la procedura corretta funziona con qualunque disco di rete, compresi quelli di fascia alta.</p>
<p>Pronti, via.</p>
<p><strong>Passo 1</strong>: il primo passo consiste nella configurazione del NAS. La prima cosa da effettuare &egrave; collegare il dispositivo alla rete per mezzo di un router, possibilmente WiFI. Nel caso del WD MyBook WD, il dispositivo &egrave; configurato per richiedere l&#39;indirizzo di rete via DHCP, quindi bisogna assicurarsi che il router sia configurato per dare gli indirizzi dinamicamente (se non avete fatto nulla, allora qualunque router di fabbrica esce con il DHCP abilitato). Il passo successivo &egrave; scoprire l&#39;indirizzo IP assegnato. Nel caso del WD, dopo circa 2-3 minuti che avete collegato il dispositivo alla rete e terminata la sua fase di inizializzazione (tutte le lucine blu accese), sar&agrave; automaticamente disponibile nel Finder, nella sezione &quot;CONDIVISI&quot; con il nome di &quot;mybookworld&quot;, come mostrato in figura.</p>
<p><img alt="" src="http://www.carminenoviello.com/wp-content/uploads/2008/09/screen-capture.png" /></p>
<p>Cliccando sulla voce &quot;mybookworld&quot; scopriamo che &egrave; disponibile un unico share denominato PUBLIC: questo &egrave; uno share di pubblico accesso, per cui non &egrave; necessaria alcuna autenticazione. Per questo motivo ne sconsiglio l&#39;uso: per proteggere i backup &egrave; meglio crearne uno nuovo dotato di username e password. <br />
	Per fare questo &egrave; necessario accedere all&#39;interfaccia web del dispositivo e creare un nuovo CIF (questa &egrave; la dicitura che troverete nel WD My Book World). Per prima cosa dobbiamo scoprire l&#39;indirizzo IP del dispositivo. Apriamo un terminale (Applicazioni-&gt;Utility-&gt;Terminale) e digitiamo il comando:</p>
<p><tt>smbutil lookup mybookworld</tt></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img alt="" src="http://www.carminenoviello.com/wp-content/uploads/2008/09/screen-capture-1.png" /></p>
<p>Il comando ci restituir&agrave; l&#39;indirizzo IP. A questo punto inseriamo l&#39;indirizzo IP nel browser, e accediamo all&#39;interfaccia di gestione. Se &egrave; la prima volta, le credenziali necessarie per accedere sono admin/12345. Nella schermata che apparir&agrave;, scegliere la voce &quot;File Sharing&quot;, come riportato in figura sotto:</p>
<p><img alt="" src="http://www.carminenoviello.com/wp-content/uploads/2008/09/screen-capture-2.png" style="width: 649px; height: 442px;" /></p>
<p>Scegliere la voce &quot;User Management&quot; per aggiungere un nuovo utente, e successivamente &quot;Add a Shared Folder&quot; per creare un nuovo CIF, che per convenzione chiameremo &quot;TIME&quot;. A questo share daremo massimi privilegi all&#39;utente creato, e negheremo tutti i privilegi agli altri utenti. <br />
	A questo punto dobbiamo montare il dispositivo. Andiamo nel Finder e scegliamo dal menu la voce &quot;Vai-&gt;Connessione al server&quot; e digitiamo nella finestra che ci apparir&agrave; la stringa smb://&lt;indirizzo-ip-del-nas&gt;, dove con &lt;indirizzo-ip-del-nas&gt; intendiamo l&#39;indirizzo che abbiamo scoperto poco fa, come mostrato nella figura sotto:</p>
<p><img alt="" src="http://www.carminenoviello.com/wp-content/uploads/2008/09/screen-capture-21.png" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A questo punto &egrave; possibile verificare nel Finder la presenza del nuovo volume, ed entrarci all&#39;interno dopo aver inserito username e password. Ok, primo passo finito.</p>
<p><strong>Passo 2</strong>: il secondo passo consiste nel creare uno speciale file, chiamato &quot;immagine disco sparse bundle&quot; che servir&agrave; per contenere i backup di Time (tecnicamente, abbiamo bisogno di creare un file immagine HFS+ che per forza di cosa sar&agrave; contenuto su filesystem SMB &#8211; nel caso del WD MyBook WD Linux/ext3). Un file immagine non &egrave; niente altro che un file che si comporta come un disco fisso normale, e nel Mac &egrave; possibile crearli al volo grazie l&#39;Utility Disco.<br />
	La convezione &egrave; questo file si chiami come il <em>mac address</em> della scheda di rete principale del vostro Mac (iMac, MacBook, ecc) senza i &quot;:&quot;, pi&ugrave; l&#39;estensione&nbsp; &quot;.sparsebundle&quot; (MAC-ADDRESS.sparsebundle). Ma andiamo per gradi. Torniamo al terminale e digitiamo il comando:</p>
<p><tt>ifconfig</tt></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img alt="" src="http://www.carminenoviello.com/wp-content/uploads/2008/09/screen-capture-3.png" /></p>
<p>Il dato a cui siamo interessati &egrave; quello evidenziato in colore rosso nella figura sopra, ossia il MAC-ADDRESS della scheda di rete principale (en0), senza i &quot;:&quot;. Nel nostro caso, ci interessa la stringa <strong>001b63af64ec</strong>. Messa questa stringa da parte, lanciamo Utility Disco (Applicazioni-&gt;Utility-&gt;Utility Disco) e scegliamo la voce &quot;Nuova Immagine&quot;. Il nome di questa immagine dovr&agrave; essere l&#39;indirizzo di cui prima pi&ugrave; l&#39;estensione &quot;.sparsebundle&quot;. La dimensione dovr&agrave; essere adeguata (almeno la dimensione del disco fisso del vostro Mac), e le impostazioni devono corrispondere a quelle riportate nella figura sotto (importante &egrave; scegliere &quot;Nessuna mappa delle partizioni&quot; e &quot;Immagine disco sparse bundle&quot;)</p>
<p>&nbsp;<img alt="" src="http://www.carminenoviello.com/wp-content/uploads/2008/09/screen-capture-6.png" /></p>
<p>Salviamo l&#39;immagine. Al termine delle operazioni, copiamo il file creato (<strong>001b63af64ec.sparsebundle</strong>) all&#39;interno dello SHARE creato sul disco di rete (TIME nel nostro esempio).</p>
<p><strong>Passo 3</strong>: abbiamo quasi concluso. Il passo finale consiste nel dire a Time Machine di adoperare anche unit&agrave; condivise di rete. Sempre da terminale digitare il comando:</p>
<p><tt>defaults write com.apple.systempreferences TMShowUnsupportedNetworkVolumes 1</tt></p>
<p>A questo punto basta posizionarsi nelle Preferenze di Sistema -&gt; Time Machine e selezionare come disco lo SHARE che abbiamo creato (TIME nel nostro esempio) e avviare la procedura di backup.</p>
<p>Il tutorial &egrave; finito <img src='http://www.carminenoviello.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ora alcune considerazioni e raccomandazioni. Innanzitutto, se disponete di un Mac di ultima generazione che supporta il protocollo 802.11n per la Wi-Fi, e di un router con la stessa funzionalit&agrave;, allora &egrave; consigliabile l&#39;acquisto del NAS LACIE perch&eacute; dotati di una porta gigabit ethernet che pu&ograve; sensibilmente incrementare la velocit&agrave; di backup ed accesso al disco per scorrere i vari backup (il WD purtroppo non dispone di questa funzionalit&agrave;. Peccato). Un altro trucco consiste nel ridurre la frequenza di backup di TimeMachine (per default ogni ora) con l&#39;utilizzo di un comodo tool come <a href="http://timesoftware.free.fr/timemachineeditor/">TimeMachineEditor</a>. Un&#39;altra raccomandazione &egrave; quello di evitare di creare un&#39;immagine troppo piccola, per evitare di perdere i backup. Il doppio della dimensione del disco del vostro Mac &egrave; pi&ugrave; che sufficiente, ma &egrave; anche vero che un backup pi&ugrave; &quot;oculato&quot; pu&ograve; ridurre la necessit&agrave; di spazio: utilizzando le opzioni di TimeMachine &egrave; possibile escludere dal backup file o cartelle che contengono dati magari sottoposti ad altri backup, come video ed immagini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Siamo giunti vermente alla fine di questo mini-tutorial. Per qualunque difficolt&agrave; non esitate a contattarmi, ed esorto coloro che hanno problemi nel far funzionare il tutorial al leggere con attenzione i commenti riportati sotto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>FAQ</h2>
<ul>
<li><strong>Non riesco ad individuare il Mac-Address della scheda di rete tramite il comando ifconfig</strong><br />
		&Egrave; possibile procedere con questa altra alternativa. Posizionarsi in <em>Preferenze di Sistema</em> -&gt; <em>Network</em>. Poi, selezionare la voce <em>Ethernet</em> e cliccare su &quot;avanzate&quot;. Dopo di che scegliere il tab &quot;Ethernet&quot;. Il primo campo &egrave; proprio quello che ci serve: selezionare il valore ed eliminare i &quot;:&quot;. Quello &egrave; il nome da dare al file sparsebundle, che ricordo non deve avere la mappa delle partizioni e deve essere di dimensione adeguata (sicuramente maggiore dell&#39;attuale occupazione di spazio sul disco).</li>
<li><strong>Nonostante ho seguito correttamente il tutorial, continuo ad avere il messaggio &quot;Impossibile creare l&rsquo;immagine disco di backup&quot;</strong><br />
		Leggendo nei commenti dell&#39;articolo, qualcuno ha riportato l&#39;impossbilit&agrave; di effettuare il backup nonostante le procedure individuate. <cite>Michele Torbidoni</cite> sembra aver individuato come buona una soluzione gi&agrave; apparsa altrove in rete, ma che nel mio caso non aveva correttamente funzionato. La soluzione consisite nel creare il file sparsebundle con il nome &quot;NOMEMAC_MACADDRESS.sparsebundle&quot;. Ad esempio, se il vostro mac si chiama &quot;Casa&quot;, chiamare il file &quot;Casa_0303029292.sparsebundle&quot; (ovviamente il mac address deve essere quello del vostro Mac). Marco suggerisce pi&ugrave; sotto che il nome del Mac non deve avere caratteri speciali e superare gli 8 caratteri. Insomma, provate anche queste soluzioni.</li>
<li><strong>Con Snow Leopard (10.6.1) la procedura non sembra pi&ugrave; funzionare</strong><br />
		Pare che le cose siano cambiate (io ancora devo provare Snow Leopard). <a href="http://www.nervous.it/2009/09/backup-snowleopard-share-di-rete/">Questo articolo</a> mostra come rendere la procedura rifunzionante.</li>
</ul>
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		<item>
		<title>A new Mac user :-)</title>
		<link>http://www.carminenoviello.com/2008/07/13/a-new-mac-user/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 11:05:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Noviello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Mac]]></category>
		<category><![CDATA[mac]]></category>
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		<category><![CDATA[macos X leopard]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo decenni di utilizzo esclusivo di PC ho fatto uno di quei passaggi che si pu&#242; tranquillamente definire epocale . Ho acquistato un notebook Apple, e nello specifico un MacBook nero. Era da molto tempo che mi frullava per la testa l&#8217;idea di comprare un Macintosh, e questo per una serie di motivi. Innanzitutto, secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo decenni di utilizzo esclusivo di PC ho fatto uno di quei passaggi che si pu&ograve; tranquillamente definire epocale <img src="http://www.carminenoviello.name/wp-content/plugins/fckeditor-for-wordpress-plugin/smiles/msn/regular_smile.gif" alt="" />. Ho acquistato un notebook Apple, e nello specifico un MacBook nero. Era da molto tempo che mi frullava per la testa l&#8217;idea di comprare un Macintosh, e questo per una serie di motivi. Innanzitutto, secondo me sono quelli che nel prezzo offrono il maggior numero di funzionalit&agrave;. Oltre ad un design notevole e molto compatto, offrono tutto quello che un notebook dovrebbe dare. Inoltre, sono estremamente silenziosi (soltanto guardando lo schermo si capisce che &egrave; acceso). Poi, la modalit&agrave; di stop &egrave; quella che mi ha sempre affascinato e fatto invidiare i possessori di Mac, ossia la possibilit&agrave; di mettere il Mac in modalit&agrave; standby permanente senza doverlo spegnerlo, e riattivarlo istantaneamente semplicemente alzando lo schermo o premendo qualche tasto. Credo che nel rapporto tra un informatico e il proprio PC la parte pi&ugrave; &quot;difficile&quot; consista proprio nello startup del sistema, e ridurlo a zero mi ha reso molto felice <img alt="" src="http://www.carminenoviello.name/wp-content/plugins/fckeditor-for-wordpress-plugin/smiles/msn/teeth_smile.gif" />. Infine, un aspetto non banale per un informatico &egrave; che oggi con il Mac &egrave; possibile disporre di tutte le piattaforme software in un&#8217;unica macchina: Windows, Mac OS e Linux. E questa cosa, soprattutto per chi sviluppa nell&#8217;ambito web, non &egrave; una cosa banale.</p>
<p>Che dire: sono 48 ore che lo sto usando attivamente e al momento non mi sembra per nulla necessario installarci su Windows o altri sistemi. Al modello di interazione del Mac OS ci si abitua molto presto, e devo dire che &egrave; molto intuitivo. Ho gi&agrave; installato Xcode 3.0, fornito gratuitamente nel DVD di installazione del sistema, e presto prover&ograve; a vedere come realizzare programmi. Soprattutto perch&eacute;, tra le tipologie di progetti disponibili in Xcode ho visto che c&#8217;&egrave; ne &egrave; una molto interessante: Python-Cocoa <img alt="" src="http://www.carminenoviello.name/wp-content/plugins/fckeditor-for-wordpress-plugin/smiles/msn/teeth_smile.gif" />. Stay tuned.</p>
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