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Mai dire mai

Sembra un modo di dire scontato e che spesso interpreta anche le vicissitudini della vita. Ma io a 31 anni suonati ancora devo imparare a non escludere nulla nella vita, anche se ho avuto modo spesso e volentieri di ricredermi, soprattutto di me stesso. Insomma, mai dire mai!

Già, perché se c'era una certezza fissa nella mia lunga carriera di informatico, una sorta di punto fisso, è che io non mi sarei mai, e dico mai, occupato di aspetti connessi con il mondo dell'elettronica: di hardware, microcontroller, firmware e robe di questo tipo. E ancora una volta sono stato smentito. Per una serie di motivi che sarebbe troppo lungo spiegare, mi trovo oggi a vivere un'avventura che mi sta facendo ritornare ragazzino, quando passavo intere giornate a capire aspetti totalmente nuovi, ad esplorare nuove strade, a perdermi nei libri e nella documentazione.


Da un po' di tempo sto lavorando, infatti, con diversi microcontroller, tutti di derivazione Intel 8051, e soprattutto con MCU dotati di funzionalità di RF. Nello specifico, sto lavorando con la famiglia di prodotti ChipCon CC111X-FXX, oggi divenuti Texas Instruments, che consistono in dei System on Chip (SoC) che oltre alla parte di MCU integrano anche al loro interno un modulo tranceiver che permette di sviluppare software per comunicazioni in radio frequenza. E nonostante sia ormai un po' di tempo che ci lavoro, devo dire che ancora non mi sono abituato all'idea che un integrato di appena 6x6mm possa contenete un numero così elevato di funzionalità al suo interno, e al tempo stesso costare meno di 4 dollari.
A rischio di sembrare provincialotto, vi allego il diagramma a blocchi di questa specie di mostro:

Dite quello che volete, ma per me è imbarazzante constatare solo nel 2010 dove sia arrivata la microelettronica.

Il campo di applicazione per cui sto sviluppando su questa piattaforma hardware/software (si, perché Texas distribuisce gratis e in Open Source una montagna di librerie, tra cui SimpliciTI, uno stack di rete niente male) è quello della tracciabilità di filiera. E nonostante ci siano altre soluzioni che teoricamente sembrano vincenti (leggasi ZigBee e derivati), il loro costo non ne ha permesso ancora una diffusione adeguata, e secondo me un prodotto come questo di Texas può minare anche il loro mercato.

A questo punto la domanda sorge spontanea: come mai un programmatore che da anni si occupa esclusivamente di web e gestione documentale finisce per occuparsi di aspetti connessi con l'hardware? La domanda è lecita. I motivi sono diversi, provo a sintetizzarli:

  • Personalmente non credo di essere una persona in grado di poter fare lo stesso lavoro per tutta la vita usando le solite trite e ritrite tecnologie. Il mio motto è: cambiare per restare giovani ;) .
  • Quello che sto facendo mi diverte tantissimo (corollario del punto di cui prima).
  • Il campo di applicazione per cui stiamo lavorando ha ricadute commerciali molto vaste, e la conoscenza approfondita della gestione documentale permette di esplorare segmenti di mercato che altri difficilmente esplorano, perché o focalizzati sul software (web e altro) o solo hardware (provate a parlare con uno che si occupa di elettronica: esistono solo i bit!).
  • Infine, la tracciabilità di filiera è ancora oggi un territorio vergine, popolato solo di colossi che fanno pezzi hardware ma che non hanno interesse all'integrazione e ai campi di applicazione reali; al tempo stesso, ci sono molti potenziali clienti in diversi settori che aspettano solo che qualcuno bussi alla loro porta per fare l'investimento.

Che sviluppi avrà questa mia nuova "ricerca"? Beh, e ancora prestino per rivelarlo, ma non mancherà molto che ci saranno importanti novità. E ho intenzione di approfondire anche gli aspetti tecnici su questo blog. Stay tuned ;)

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