Diciamocela tutta: Time Machine è forse una delle feature più cool di MacOS X 10.5.x, meglio noto come Leopard. Tecnicamente non è nulla di rilevante: si tratta di un comune backup incrementale del disco fisso. Tuttavia, come al solito, Apple ha integrato alla perfezione questa funzionalità nel sistema, fornendo un'interfaccia grafica che ne agevola l'utilizzo e lo rende molto intuitivo (sfido un comune mortale a giocare di tar e di file crontab
)
Per attivare Time Machine è necessario disporre di un disco fisso esterno (USB o FireWire) e di tanta pazienza per il primo backup, quando deve essere effettuato il primo backup di tutto il disco: i successivi aggiungeranno solo le modifiche al filesystem (file e directory modificati e/o aggiunti). Tuttavia, nell'era in cui il costo di un NAS per uso domestico (per chi non lo sapesse, un Network Attached Storage è un dispositivo di rete il cui compito è quello di far condividere spazio disco tra più utenti/computer) è ormai di poche decine di euro, utilizzare un disco esterno semplice può essere molto riduttivo, soprattutto se si dispone di più computer e una rete domestica ben configurata. E non a caso la stessa Apple c'ha pensato, producendo un dispositivo denominato Time Capsule progettato proprio per questo compito. Purtroppo, (forse per motivi commerciali?!?!?!) non sono al momento direttamente supportati comuni NAS di rete, a meno di non effettuare delle operazioni "manuali".
In rete esistono diversi tutorial per risolvere il problema. Tuttavia, è molto difficile trovare delle istruzioni chiare ed in grado di funzionare. In questo mini tutorial proverò a sintetizzare i passi principali per poter configurare Time Machine con un comune NAS di rete, che supporti almeno il protocollo SMB (il protocollo di condivisione dei file adoperato da Windows).
Cominciamo dalla lista della spesa:
- Un Mac equipaggiato con MacOS X 10.5.2 o superiore (è uscito di recente il 10.5.5, correte ad aggiornarlo
) - Un NAS di rete con il supporto al protocollo SMB
- Un router, possibilmente WiFI
- TAAAAAAAAAAAAAAAAAAAANTA pazienza per il primo backup (all'incirca da un minimo di 5-6 ore ad un massimo di 20!!!)
Il punto 2 merita un approfondimento. Esistono diverse soluzioni oggi disponibili: si parte dai prodotti squisitamente domestici e si finisce ai prodotti specialistici basati su server di storage ridondati che costano svariati migliaia di euro. La soluzione che illustrerò io qui funziona a prescindere dal NAS purché supporti almeno il protocollo SMB. In realtà, i NAS domestici sono "simili" in tutto e per tutto a quelli di fascia alta: in genere sono equipaggiati con un Linux embedded con tutto il software necessario alla gestione del disco e dei servizi di rete.
Per le utenze domestiche esistono due famiglie di prodotti che oggi vanno per la maggiore: i prodotti della Lacie e quelli della Western Digital. I primi sono certificati per funzionare come NAS SMB, e il software a corredo fornisce tutto il necessario per configurare gli SHARE SMB (ossia le unità logiche di rete). I secondi, invece, ufficialmente sono raggiungibili solo tramite il software a corredo, denominato MioNet e disponibile SOLO per Windows (ufficialmente il Mac non è supportato). In realtà, la distribuzione di Linux a corredo fornisce Samba ed è pertanto possibile agganciare l'unità via SMB. In questo tutorial assumerò NAS proprio il WD MyBook World Edition, in mio possesso, anche se la procedura corretta funziona con qualunque disco di rete, compresi quelli di fascia alta.
Pronti, via.
Passo 1: il primo passo consiste nella configurazione del NAS. La prima cosa da effettuare è collegare il dispositivo alla rete per mezzo di un router, possibilmente WiFI. Nel caso del WD MyBook WD, il dispositivo è configurato per richiedere l'indirizzo di rete via DHCP, quindi bisogna assicurarsi che il router sia configurato per dare gli indirizzi dinamicamente (se non avete fatto nulla, allora qualunque router di fabbrica esce con il DHCP abilitato). Il passo successivo è scoprire l'indirizzo IP assegnato. Nel caso del WD, dopo circa 2-3 minuti che avete collegato il dispositivo alla rete e terminata la sua fase di inizializzazione (tutte le lucine blu accese), sarà automaticamente disponibile nel Finder, nella sezione "CONDIVISI" con il nome di "mybookworld", come mostrato in figura.

Cliccando sulla voce "mybookworld" scopriamo che è disponibile un unico share denominato PUBLIC: questo è uno share di pubblico accesso, per cui non è necessaria alcuna autenticazione. Per questo motivo ne sconsiglio l'uso: per proteggere i backup è meglio crearne uno nuovo dotato di username e password.
Per fare questo è necessario accedere all'interfaccia web del dispositivo e creare un nuovo CIF (questa è la dicitura che troverete nel WD My Book World). Per prima cosa dobbiamo scoprire l'indirizzo IP del dispositivo. Apriamo un terminale (Applicazioni->Utility->Terminale) e digitiamo il comando:
smbutil lookup mybookworld

Il comando ci restituirà l'indirizzo IP. A questo punto inseriamo l'indirizzo IP nel browser, e accediamo all'interfaccia di gestione. Se è la prima volta, le credenziali necessarie per accedere sono admin/12345. Nella schermata che apparirà, scegliere la voce "File Sharing", come riportato in figura sotto:

Scegliere la voce "User Management" per aggiungere un nuovo utente, e successivamente "Add a Shared Folder" per creare un nuovo CIF, che per convenzione chiameremo "TIME". A questo share daremo massimi privilegi all'utente creato, e negheremo tutti i privilegi agli altri utenti.
A questo punto dobbiamo montare il dispositivo. Andiamo nel Finder e scegliamo dal menu la voce "Vai->Connessione al server" e digitiamo nella finestra che ci apparirà la stringa smb://<indirizzo-ip-del-nas>, dove con <indirizzo-ip-del-nas> intendiamo l'indirizzo che abbiamo scoperto poco fa, come mostrato nella figura sotto:

A questo punto è possibile verificare nel Finder la presenza del nuovo volume, ed entrarci all'interno dopo aver inserito username e password. Ok, primo passo finito.
Passo 2: il secondo passo consiste nel creare uno speciale file, chiamato "immagine disco sparse bundle" che servirà per contenere i backup di Time (tecnicamente, abbiamo bisogno di creare un file immagine HFS+ che per forza di cosa sarà contenuto su filesystem SMB – nel caso del WD MyBook WD Linux/ext3). Un file immagine non è niente altro che un file che si comporta come un disco fisso normale, e nel Mac è possibile crearli al volo grazie l'Utility Disco.
La convezione è questo file si chiami come il mac address della scheda di rete principale del vostro Mac (iMac, MacBook, ecc) senza i ":", più l'estensione ".sparsebundle" (MAC-ADDRESS.sparsebundle). Ma andiamo per gradi. Torniamo al terminale e digitiamo il comando:
ifconfig

Il dato a cui siamo interessati è quello evidenziato in colore rosso nella figura sopra, ossia il MAC-ADDRESS della scheda di rete principale (en0), senza i ":". Nel nostro caso, ci interessa la stringa 001b63af64ec. Messa questa stringa da parte, lanciamo Utility Disco (Applicazioni->Utility->Utility Disco) e scegliamo la voce "Nuova Immagine". Il nome di questa immagine dovrà essere l'indirizzo di cui prima più l'estensione ".sparsebundle". La dimensione dovrà essere adeguata (almeno la dimensione del disco fisso del vostro Mac), e le impostazioni devono corrispondere a quelle riportate nella figura sotto (importante è scegliere "Nessuna mappa delle partizioni" e "Immagine disco sparse bundle")

Salviamo l'immagine. Al termine delle operazioni, copiamo il file creato (001b63af64ec.sparsebundle) all'interno dello SHARE creato sul disco di rete (TIME nel nostro esempio).
Passo 3: abbiamo quasi concluso. Il passo finale consiste nel dire a Time Machine di adoperare anche unità condivise di rete. Sempre da terminale digitare il comando:
defaults write com.apple.systempreferences TMShowUnsupportedNetworkVolumes 1
A questo punto basta posizionarsi nelle Preferenze di Sistema -> Time Machine e selezionare come disco lo SHARE che abbiamo creato (TIME nel nostro esempio) e avviare la procedura di backup.
Il tutorial è finito
Ora alcune considerazioni e raccomandazioni. Innanzitutto, se disponete di un Mac di ultima generazione che supporta il protocollo 802.11n per la Wi-Fi, e di un router con la stessa funzionalità, allora è consigliabile l'acquisto del NAS LACIE perché dotati di una porta gigabit ethernet che può sensibilmente incrementare la velocità di backup ed accesso al disco per scorrere i vari backup (il WD purtroppo non dispone di questa funzionalità. Peccato). Un altro trucco consiste nel ridurre la frequenza di backup di TimeMachine (per default ogni ora) con l'utilizzo di un comodo tool come TimeMachineEditor. Un'altra raccomandazione è quello di evitare di creare un'immagine troppo piccola, per evitare di perdere i backup. Il doppio della dimensione del disco del vostro Mac è più che sufficiente, ma è anche vero che un backup più "oculato" può ridurre la necessità di spazio: utilizzando le opzioni di TimeMachine è possibile escludere dal backup file o cartelle che contengono dati magari sottoposti ad altri backup, come video ed immagini.
Siamo giunti vermente alla fine di questo mini-tutorial. Per qualunque difficoltà non esitate a contattarmi, ed esorto coloro che hanno problemi nel far funzionare il tutorial al leggere con attenzione i commenti riportati sotto.
FAQ
- Non riesco ad individuare il Mac-Address della scheda di rete tramite il comando ifconfig
È possibile procedere con questa altra alternativa. Posizionarsi in Preferenze di Sistema -> Network. Poi, selezionare la voce Ethernet e cliccare su "avanzate". Dopo di che scegliere il tab "Ethernet". Il primo campo è proprio quello che ci serve: selezionare il valore ed eliminare i ":". Quello è il nome da dare al file sparsebundle, che ricordo non deve avere la mappa delle partizioni e deve essere di dimensione adeguata (sicuramente maggiore dell'attuale occupazione di spazio sul disco). - Nonostante ho seguito correttamente il tutorial, continuo ad avere il messaggio "Impossibile creare l’immagine disco di backup"
Leggendo nei commenti dell'articolo, qualcuno ha riportato l'impossbilità di effettuare il backup nonostante le procedure individuate. Michele Torbidoni sembra aver individuato come buona una soluzione già apparsa altrove in rete, ma che nel mio caso non aveva correttamente funzionato. La soluzione consisite nel creare il file sparsebundle con il nome "NOMEMAC_MACADDRESS.sparsebundle". Ad esempio, se il vostro mac si chiama "Casa", chiamare il file "Casa_0303029292.sparsebundle" (ovviamente il mac address deve essere quello del vostro Mac). Marco suggerisce più sotto che il nome del Mac non deve avere caratteri speciali e superare gli 8 caratteri. Insomma, provate anche queste soluzioni. - Con Snow Leopard (10.6.1) la procedura non sembra più funzionare
Pare che le cose siano cambiate (io ancora devo provare Snow Leopard). Questo articolo mostra come rendere la procedura rifunzionante.

Finalmente sono riuscito a farlo partire. Praticamente invece di posizionare l'immagine sulla partizione della NAS apposita l'ho messo sulla cartella Pubblic ed ora tutto funziona. quando avrà terminato il primo backup vedrò di controllare le autorizzazioni della cartella. Ciao e grazie ancora della consulenza ma se ti devo dire la verità devo ancora il mondo delle autorizzazioni del mac mi è un pò ostico….